Violenza di genere, sportello d’ascolto in Case comunità

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Cagliari. Prevenire la violenza di genere con strumenti adatti a intercettare il malessere delle donne prima ancora che la situazione precipiti.

E’ forse l’obiettivo più importante del disegno di legge assegnato alla commissione Giustizia del Senato e che la prima firmataria e componente della commissione Femminicidio a Palazzo Madama, Lina Lunesu (Lega), ha illustrato a Cagliari in occasione del convegno “Prima che accada: la prevenzione della violenza di genere e della violenza assistita per la tutela di donne e minori”.

Tra i relatori anche la senatrice Raffaella Marin (commissione Infanzia e Adolescenza), l’avvocata Valeria Aresti e Taher Djafarizad, sociologo e presidente dell’associazione Nedaday. Il ddl ha cinque articoli e prevede l’istituzione di sportelli di ascolto presso le Case di Comunità finanziate con il Pnrr per accogliere, supportare e informare donne in difficoltà. In particolare, per offrire gratuitamente consulenze psicologiche e legali alle interessate cosicché abbiano maggiore consapevolezza dei propri diritti e della possibilità di fruire dei centri di accoglienza se fosse necessario un allontanamento immediato dalla propria abitazione.
    Il testo – ha spiegato Lunesu – contiene anche la previsione di attività didattiche per gli studenti di scuole medie e superiori sul tema della prevenzione dei disagi legati a violenze domestiche a cui i minori si trovano costretti ad assistere.
    La senatrice Marin ha osservato che “abbiamo una grande responsabilità su come andremo a educare i nostri figli e in particolare i nostri maschi”. Infatti, “si deve capire da dove nasce la violenza che spesso parte dai nidi, dalla carenza affettiva primaria, spesso i disagi sono all’interno della famiglia, nei modelli culturali che creano le vittime”. Si tratta, ha aggiunto, “di un modello antico di affermazione sugli altri che si verifica non solo in famiglie disagiate, ma anche agiate, nelle quali è anche più difficile individuare il problema”. L’avvocata Aresti è consulente in varie associazioni per la prevenzione della violenza di genere e per molto tempo è stata responsabile di un centro antiviolenza. “Ancora oggi ci troviamo dinanzi a un fenomeno che non accenna a modificare – ha detto – perché ci sono ancora molti operatori del diritto non adeguatamente formati che contribuiscono alla reiterazione della violenza”. Tra i relatori anche il coordinatore regionale della Lega Dario Giagoni che ha parlato della necessità che le pene siano certe e più severe per chi si macchia della violenza di genere. (ANSA).

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