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Il governo va verso un drastico ridimensionamento nell’uso dei voucher e studia un ventaglio di opzioni, tra le quali un allentamento dei vincoli del contratto di lavoro a chiamata. E’ quanto apprende l’Adnkronos in vista dell’incontro a Palazzo Chigi sui buoni lavoro. Al momento ci sono almeno tre ipotesi sul tavolo per i buoni lavoro che saranno limitati al lavoro occasionale.

Primo, limitarne l’uso alle famiglie e alle imprese che non hanno dipendenti (artigiani, ecc..). Secondo, ridurre fortemente l’uso dei voucher ma allentare i vincoli del lavoro a chiamata, possibilmente estendendolo a tutte le fasce di età e abolendo il divieto per i lavoratori di età compresa tra i 25 anni e i 50 anni. Abbattere questo vincolo potrebbe infatti essere un compromesso ragionevole che eviterebbe gli abusi dei voucher, visto che si tratta di un contratto di lavoro normale (ma con la caratteristica della precarietà) che avrà quindi costi più alti per le imprese ma anche un migliore impatto sul reddito del lavoratore. Terza opzione, il ritorno alla Legge Biagi come prevede la proposta Damiano. Tre opzioni tutte fortemente limitative rispetto alle disposizioni attuali sui voucher. Una risposta, quella che sta preparando il Governo, che servirebbe anche a disinnescare il referendum proposto dalla Cgil e a togliere così un nodo politico rilevante dal tavolo.

“Fermo restando che i governi Renzi e Gentiloni non hanno fatto nulla per ampliare e agevolare i voucher, io credo che vadano modificati lasciandoli tendenzialmente per le famiglie, per i piccoli lavori. Le imprese hanno già i contratti di lavoro”, aveva detto nella mattinata di ieri il ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso della presentazione dei dati sull’attività ispettiva del ministero nel 2016.

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