Zingaretti: introdurre la tassa sulla pipì nei bar

Nicola Zingaretti vuole mettere la tassa sulla pipì:  ristoranti e bar di Roma e di tutto il Lazio potranno chiedere un compenso minimo per far utilizzare i servizi igienici anche a chi non è cliente. Gli esercizi commerciali sarebbero quindi autorizzati ad imporre la tassa, ma a una condizione: esporre il costo al pubblico. Quindi basterà mettere un cartello che indica il costo per usufruire nei bagni. La tassa è contenuta nella proposta di legge regionale numero 37 del 20 giugno 2018 approvata il 9 settembre scorso dalla Commissione Regionale. Il comma 6 è riservato alla pipì. Scrive la Commissione regionale: «Qualora il servizio igienico, per i soggetti diversi dalla clientela, sia messo a pagamento, il prezzo dello stesso deve essere reso ben noto attraverso l’apposizione di idoneo cartello». In sostanza bar e ristoranti ma pure pizzerie a taglio o friggitorie, se vogliono, possono far pagare a chi non è cliente l’accesso al bagno, basta che mettano un cartello. L’iter della proposta è chiaro: approvata all’unanimità dalla Commissione, ora andrà al Consiglio Regionale per il voto definitivo.

Tassa sulla pipì, la reazione del Codacons
Carlo Rienzi ha attaccato la misura: «Siamo alla follia. L’uso dei bagni è compreso nel servizio reso da bar e ristoranti, e non si capisce perché debba essere messo a pagamento. Una nuova tassa a carico di cittadini e turisti che rischia di creare il caos e che potrebbe essere impugnata nelle opportune sedi. Rienzi ha ricordato inoltre che «la pipì rientra tra le esigenze fisiche primarie degli essere umani, e vietare l’uso dei bagni in assenza di pagamenti potrebbe rappresentare una violenza e una lesione dei diritti fondamentali della persona, oltre ad avere effetti gravi sul fronte sanitario».

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