Inps. Reddito minimo di 500 euro mensili agli over 55

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Tito Boeri presidente dell’Inps, nonostante le forti critiche da diversi esponenti politici, non ultime quelle del redivivo Lamberto Dini a Ballarò, che ha detto senza mezzi termini, che Boeri dovrebbe fare il Presidente dell’Inps non il Ministro ha presentato le sue misure contro la povertà che colpisce gli over55 individuando le possibili coperture. La proposta normativa strutturata in 16 articoli, che toccano a 360 gradi il sistema previdenziale e assistenziale, dal sostegno di inclusione attiva per gli over55 al riordino delle prestazioni collegate al reddito, passando per il ricalcolo dei vitalizi. Inclusi gli interventi sull’uscita flessibile e le pensioni dei sindacalisti. “Tra i potenziali perdenti anche circa 250.000 percettori di pensioni elevate”, chiarisce l’istituto. A cui si aggiungerebbero, sottolinea, “più di 4.000 percettori di vitalizi per cariche elettive”.

Tra le altre proposte anche  (‘non per cassa ma per equità’)  l’istituzione di un reddito minimo garantito pari a euro 500 euro (400 euro nel 2016 e nel 2017) al mese per una famiglia con almeno un componente over 55. Ad esempio, secondo l’Inps dai circa 4.000 percettori di vitalizi si possono recuperare 87 milioni di euro. L’Istituto propone anche un reddito minimo da 500 euro per i 55enni che ancora non hanno maturato i requisiti per la pensione. Il costo previsto per queste misure sarebbe di 160 milioni nel 2016, e di 3 miliardi dal 2019.

Il pacchetto di proposte, disponibile sul portale Inps, prevede:

  1. L’istituzione del Sostegno di Inclusione Attiva per gli ultra55enni (con un reddito minimo di 500 euro nel 2015 e di 400 nel 2016 e 2017).
  2. Il riordino delle prestazioni assistenziali per gli ultra65enni.
  3. La modifica del regime delle prestazioni assistenziali alle pensioni in regime internazionale.
  4. L’aggiustamento attuariale dei trattamenti pensionistici elevati e il ricalcolo dei vitalizi.
  5. L’uscita flessibile.
  6. L’unificazione gratuita delle pensioni maturate in regimi diversi.
  7. Nuove opportunità di versare contributi per il lavoratore e il suo datore di lavoro.
  8. L’armonizzazione delle regole dei dirigenti sindacali con quelle degli altri lavoratori nel pubblico impiego.

Con queste proposte si abbatte del 50% la povertà fra chi ha più di 55 anni e non ha ancora maturato i requisiti per la pensione. Si aumenta la libertà di scelta quanto alla data della pensione imponendo equiparazioni di trattamenti fra chi ottiene la pensione prima e chi la ottiene dopo. La speranza è che i governanti si adoperino e non lascino cadere del vuoto le proposte dell’Inps. Anche se sappiamo bene che il Movimento 5 stelle sarà ben vigile e pronto ad adoperarsi per quella che da sempre è il suo cavallo di battaglia, si chiami reddito di cittadinanza oppurei Sostegno di Inclusione Attiva

Giorgio Lecis

Fonte: www.sardegnareporter.it

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