#CarbonaraDay, maratona social sui canali di WeLovePasta con il “re della Carbonara” Luciano

Oggi, martedì 6 aprile torna il #CarbonaraDay, la “spaghettata social” più grande del mondo dedicata alla ricetta di pasta più amata e condivisa che continua a far discutere gli appassionati. L’ultimo “caso”, la Smoky Tomato Carbonara americana, ha diviso il web ma ha unito gli italiani: secondo un sondaggio di Unione Italiana Foodper il 95% degli italiani se c’è il pomodoro non si può chiamare Carbonara

Una maratona social sui canali di WeLovePasta con il “re della Carbonara” Luciano Monosilio e lo youtuber Wilwoosh su curiosità, consigli pratici e le ricette “sbagliate” che hanno dato vita alla Carbonara come la mangiamo oggi. Puristi e innovatori saranno chiamati a condividere la loro “Carbonara perfetta”, seguendo il dibattito con gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara.

Ma cosa significa #MyCarbonara? Per i puristi esiste solo una maniera per farla e 5 ingredienti canonici: pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe. Gli innovatori invece credono che, essendo la pasta un piatto versatile, non debbano esserci limiti alle reinterpretazioni di questa ricetta. La verità sta nel mezzo: non esiste la carbonara perfetta, ma quella “perfetta per me”. #MyCarbonara, appunto. A patto, s’intende, che il tocco dell’autore rispetti lo spirito della ricetta originale. 

Il #Carbonara Day iniziato partire dalle ore 10 con un live twitting, alle 12 la diretta socialsu Instagram, Facebook e Twitter. Assieme ai pastai di Unione Italiana Food, lo Chef Luciano Monosilio, lo youtuber e pasta lover Wilwoosh (che ha provato a replicare più di una “Carbonara sbagliata”) e Eleonora Cozzella, foodwriter, grande esperta di pasta e autrice del libro “La Carbonara perfetta”. Per partecipare basta seguire gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara. 

5 INGREDIENTI, INFINITE COMBINAZIONI: LA GUIDA DEI PASTAI PER UNA CARBONARA SU MISURA

Nella Carbonara l’uovo dà cremosità e umami, il guanciale croccantezza, grasso e “concia”, il formaggio la sapidità, il pepe la nota speziata. E la pasta accompagna questo gioco di contrasti dando profondità e lunghezza a questi sapori. Una Guida realizzata da Unione Italiana Food assieme a Luciano Monosilio, il “re” della Carbonara, rivela come anche il minimo intervento possa cambiare il risultato finale. Il guanciale tagliato a strisce sottili è più croccante e sapido rispetto a quello a dadini, che invece è più morbido e importante nella masticazione. Fondamentale è la percentuale di grasso, l’anima della Carbonara perché se ben cotto e rosolato le dona un sapore incisivo. Per quanto riguarda il formaggio, il pecorino in purezza è più sapido, mentre un mix di cacio di pecora e vaccino rende il piatto più avvolgente e morbido, adatto a più palati. Per l’uovo, la salsa deve essere cremosa e non liquida: la proporzione giusta per quattro commensali è di tre tuorli e un uovo intero. Il pepe nero dona più profumo alla crema rispetto a quello bianco. E arriviamo alla pasta: spaghetti, rigatoni o mezze maniche sono ben accetti, seppur con risultati diversi. Nel caso degli spaghetti, il condimento li avvolge quasi come fossero una pasta all’uovo, mentre la pasta corta riesce a “catturare” condimento e guanciale che, in questo caso, diventa parte integrante del piatto mentre negli spaghetti fa quasi da contorno. 

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