“Da consumare preferibilmente…”. Anche i ricchi possono mangiarli, non fanno male!

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Tranquilli, la povertà esiste in Italia, il Governo Renzi è riuscito  ad aumentare il numero dei poveri e dei bisognosi ed ora occorre razionalizzare gli interventi a loro favore, utilizzando anche derrate alimentari che stanno per scadere o a rischio di andare fra i rifiuti.
Il Governo però non può intervenire creando lavoro ( non sia mai) e occorre allora affidarsi al buon cuore altrui. Questa legge rende l’idea della realtà, diamo ai poveri ciò che i ricchi buttano no, si dice, sfruttare a favore di altri le eccedenze alimentari. C’è differenza sostanziale tra alimenti con la dicitura “consumare entro e non oltre” e alimenti con la dicitura “da consumare preferibilmente”, la legge si riferisce a questi ultimi, e allora che li consumino tutti senza differenze di reddito. Dobbiamo combattere lo spreco e far risalire la china ai poveri non mantenere un sempre maggiore numero di persone nel limbo della povertà, regalando alimenti con la dicitura “da consumare preferibilmente“. Mangiate, mangiate pure anche voi ricchi mangiateli questi alimenti, è sicuro che non vi fanno male!

Il valore degli alimenti sprecati, secondo l’Osservatorio Waste Watcher di Last minute market ammonta in Italia a oltre 8 miliardi di euro l’anno.  E cosi in Italia si è pensato di approvare in Senato a legge contro gli sprechi alimentari. Le varie onlus e fondazioni che si occupano di recupero e distribuzione di alimenti apprezzano e sperano che la nuova normativa porti a  dimezzare gli alimenti sprecati. La legge, presentata nell’ambito del “progetto “SprecoZero”, punta all’incremento del recupero e della donazione delle eccedenze alimentari e di prodotti farmaceutici. Prima non si poteva ma da ora, potranno essere regalati gli alimenti che hanno superato il termine per la conservazione indicato con l’espressione “da consumarsi entro il…”, purché siano garantite le giuste condizioni di conservazione e dell’imballaggio. Così come gli alimenti che presentano irregolarità di etichettatura, non riconducibili alla data di scadenza o alle sostanze che provocano allergie e intolleranze. Le donazioni serviranno per il consumo delle persone, mentre quelle non idonee potranno essere cedute per il consumo degli animali. Potranno ricevere e distribuire le donazioni agli indigenti non solo le onlus ma anche enti pubblici “costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche“.
Si è calcolato che, se tutti i pubblici esercizi italiani mettessero a disposizione le loro eccedenze, con una media di 20 pasti al giorni, si potrebbero distribuire addirittura 7 milioni di pasti al giorno. Rispetto alla norma approvata in Francia, quella italiana non è punitiva, ma punta sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica. Parigi ha previsto multe fino a 75mila euro e fino a due anni di carcere per i proprietari dei supermercati che mandano al macero le derrate alimentari invece che regalarle a organizzazioni caritative

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