Messina, trombosi cerebrale dopo la prima dose AstraZeneca

Gravissimo per trombosi cerebrale un avvocato di 45 anni della provincia di Messina che due settimane fa aveva ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

L’uomo, un avvocato di Tusa, in provincia di Messina, di 45 anni, è stato tra i pochi a potersi sottoporre al vaccino nella provincia prima della stretta imposta dalla struttura commissariale nazionale, che ha stabilito le priorità nelle vaccinazioni.

L’avvocato due settimane fa si è sottoposto alla somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca, e poi pochi giorni fa il malore con forte emicrania e dolori addominali. Da qui il trasporto presso l’ospedale di Cefalù dove hanno immediatamente chiesto il trasferimento presso il meglio attrezzato ospedale di Messina, dove l’uomo è ricoverato in gravissime condizioni, ma vivo, riporta l’Ansa, presso il reparto di Neurologia del Policlinico.

Una tac aveva riscontrato una sospetta emorragia cerebrale, poi confermata dalla risonanza magnetica con diagnosi di trombosi dei seni venosi.

Il Policlinico di Messina ha inviato all’Aifa la segnalazione del caso, come previsto dal protocollo sulla farmacosorveglianza in corso in Italia ed in Europa su tutti i vaccini contro il coronavirus.

Il caso di Genova

Appena ieri a Genova una insegnante di 32 anni che due settimane prima aveva ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca, è morta per trombosi cerebrale. Il governatore della Liguria Giovanni Toti ha commentato la tragica notizia affermando che in prima analisi i medici hanno escluso una correlazione diretta tra il decesso della giovane insegnante e il vaccino. 

L’infettivologo del San Martino di Genova, il professore Bassetti ha affermato che tra le trombosi e i vaccini non c’è alcuna correlazione.

In precedenza l’Aifa ha affermato che continua la revisione dei casi di trombi molto rari e inusuali da parte dell’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali) e che “la revisione dei casi non ha identificato per questi eventi molto rari alcun fattore di rischio specifico quale l’età, il sesso o una precedente storia medica di disturbi della coagulazione” e che “un nesso causale con il vaccino non è stato dimostrato, ma esso è possibile e ulteriori analisi sono in corso”.

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