Roma. Marchini tra Pd e Berlusconi

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Matteo Renzi è il convitato di pietra della conferenza stampa con la quale Ignazio Marino si congeda dal Campidoglio e lancia i suoi strali contro il leader del Pd. E così, dopo aver ignorato a lungo la vicenda romana – almeno dal punto di vista delle dichiarazioni ufficiali – stavolta il premier decide di replicare, seppur indirettamente. L’occasione è la conversazione con Bruno Vespa per il prossimo libro del giornalista: «Marino non è vittima di una congiura di palazzo – spiega in risposta alle accuse del sindaco – ma un uomo che ha perso contatto con la sua città, con la sua gente». «Al Pd interessa Roma, non le ambizioni di un singolo, anche se sindaco – continua – e per questo faremo di tutto per fare del Giubileo con Roma ciò che è stato l’Expo per Milano. Questa pagina si è chiusa, ora basta polemiche, tutti al lavoro».

Chiudere le polmiche, in realtà, sarà difficile. Ma è probabile che il premier lascerà ancora una volta a Matteo Orfini – con il quale i rapporti non sono più così idilliaci – il compito di lavare i panni sporchi romani. E così ieri il commissario del Pd capitolino non si è sottratto, partendo dalla spiegazione del perché dei rapporti inesistenti tra il sindaco e il premier: «Vi sembra normale che nel giorno in cui il Cdm si riunisce per decidere sull’ipotesi di scioglimento del Comune il sindaco di Roma resta in vacanza e non si presenta? – accusa Orfini in tv – È stata una scelta che in tutta evidenza non ha aiutato il rapporto con il premier».

Per il resto Orfini prova a sminuire l’ipotesi di una discesa in campo di Marino quando si tornerà al voto («vale l’8%? I sondaggi sono volatili») anche se garantisce che l’ormai ex sindaco «non sarà espulso dal partito». E, in quanto al futuro, smentisce un apparentamento con Alfio Marchini («non è un’opzione per noi») e, piuttosto che sbilanciarsi sull’ipotesi Beatrice Lorenzin, ribadisce che «il Pd farà le primarie».  Ma Berlusconi rilancia “Il nostro candidato a Roma sarà Alfio Marchini  Lui comunque si candida, proporre un nostro nome alternativo porterebbe a una sconfitta certa. Anche a Milano abbiamo individuato una figura fuori dalla politica, di alto profilo, l’ho proposta a Salvini e mi sembra d’accordo. Lo presenteremo a giorni”

Il tema del futuro candidato è in realtà spinosissimo per il Pd e Renzi vorrebbe a tutti i costi evitare il passaggio dalla scelta popolare per evitare il riproporsi di una guerra tra bande – le varie correnti del partito romano – che già tanti danni ha fatto. Ma i sondaggi dicono che solo un vero e proprio miracolo riporterà la Capitale sotto le insegne dei Dem.

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