Suicidio in diretta al TPIJ dell’ex generale croato Praljak

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Sei leader militari alla sbarra. Slobodan Praljak, su cui pende una condanna a 20 anni, avrebbe tentato il gesto estremo. Seduta sospesa e medico convocato d’urgenza in sala.
Slobodan Praljak è morto dopo aver assunto del veleno durante l’udienza al Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia. Lo ha riportato per prima la tv pubblica croata.

Il sospetto criminale di guerra croato-bosniaco ha ingerito il contenuto di una fiala nel processo di appello che lo vedeva imputato. Durante la lettura della sentenza di conferma della condanna a 20 anni di prigione, Praljak è stato visto bere il contenuto di una boccetta. Il presidente della corte, Carmel Agius, ha interrotto i lavori e chiamato un medico.
L’imputato, 72 anni, ha gridato “Praljak non è un criminale”. Qualche ora dopo la conferma da parte dei media croati: Praljak è deceduto in un ospedale della città olandese.

L’aula è stata dichiarata scena del crimine dalle autorità locali.

Il primo ministro croato, il conservatore Andrej Plenkovic, ha definito oggi “ingiusta” la sentenza di condanna per crimini di guerra da parte del Tribunale penale internazionale dell’Aja (Tpi) nei confronti di sei alti esponenti politici e militari croato-bosniaci, incluso il generale Slobodan Praljak, che al momento della lettura del verdetto si è suicidato in diretta televisiva bevendo del veleno. Plenkovic ha annunciato l’intenzione del governo di impugnare legalmente la sentenza del Tpi.

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