Svizzera. Contro l’immigrazione di massa, la legge obbliga le aziende ad assumere operai del luogo

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Il Parlamento svizzero ha approvato questa mattina la legge di applicazione dell’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”. A distanza di quasi tre anni dal voto del 9 febbraio 2014, le due camere hanno trovato l’accordo su un documento che introduce obblighi solo per i datori di lavoro ma non limita l’ingresso in Svizzera né introduce contingenti.
L’obbiettivo della normativa elaborata è quello di introdurre provvedimenti a sostegno dell’occupazione invitando gli imprenditori, che devono assumere personale, a rivolgersi in primo luogo al mercato del lavoro locale.
Dal testo finale ha preso le distanze l’Udc, il partito della destra svizzera promotore dell’iniziativa, che si attendeva un intervento più rigido e restrittivo nei confronti dell’immigrazione in Svizzera e ha criticato il Parlamento sostenendo che non è rispettata la volontà dei cittadini. Il capogruppo Adrian Amstutz (BE) ha definito quella di oggi “una giornata nera per il Paese”. Ignazio Cassis (PLR/TI) e Roger Nordmann (PS/VD) hanno respinto le accuse incolpando l’UDC di aver presentato una iniziativa confusa e inapplicabile.

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