In Sardegna, proprio la passione per le ‘due ruote’ ha fatto crescere negli ultimi 3 anni il numero di aziende isolane che producono, riparano e si prendono cura delle ‘due pedali’. Sono 72 le realtà sarde della bicicletta, 18 quelle artigiane, che danno lavoro a circa 200 addetti diretti: una crescita netta rispetto alle 57 registrate nel 2016.

E’ questa la fotografia scattata dal dossier “Artibici 2019 – Artigianato e filiera della bicicletta”, indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che ha rielaborato dati Istat e Infocamere tra il 2017 e 2018.

Una filiera produttiva di abilissimi artigiani e di piccole imprese che di ogni ‘pezzo’ della bici, dalla sella ai pedali ed alle ruote, realizzano un piccolo capolavoro di manualità, ricerca, tecnologia; a livello territoriale sardo, 29 sono le imprese (6 quelle artigiane), che operano nella vecchia provincia di Sassari, 22 su Cagliari (7 le artigiane), 15 su Nuoro (2 le artigiane) e 6 a Oristano (3 le artigiane).

E’ grazie a questa qualità manifatturiera se le biciclette italiane si contendono il primato in Europa per il numero e il valore dei prodotti esportati. Nel 2018 sono volate nel mondo 1.557.363 bici italiane (ci batte soltanto il Portogallo) e siamo terzi dopo Germania e Paesi Bassi per le esportazioni che hanno toccato quota 572 milioni di euro tra componentistica (373 milioni) e bici complete (199 milioni).

Un settore che in maniera sempre maggiore, unisce tradizione produttiva e innovazione tecnologica e che alimenta un export che, anno dopo anno, diventa sempre più importante. A favorire l’utilizzo della bici è anche l’aumento delle piste ciclabili e del bike sharing. In Sardegna, le piste urbane sono cresciute di 7,6 chilometri, a Sassari e di 6 a Cagliari; nella nostra regione il servizio di bike sharing è attivo a Cagliari, Sassari, Alghero e Carbonia.

Quello delle biciclette – sottolinea Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato imprese Sardegna – è infatti uno dei settori in cui gli imprenditori artigiani sono stati artefici della rinascita e del rilancio della qualità manifatturiera italiana. Quello delle due ruote è un mercato in evoluzione ed espansione – continua Matzutzi – lo è per le caratteristiche delle aziende che le producono, nell’utilizzo che se ne fa, nel valore del prodotto stesso, che non è più solo un oggetto di consumo ma diventa uno stile di vita, che a sua volta apre ad altre esigenze ed opportunità che riguardano sia la bicicletta, che diviene un bene di valore da tutelare, sia le sue diverse forme di utilizzo”.

Alberto Porcu Zanda

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