“La Merkel vuole cacciare Renzi”. Chi è la donna che vuole al suo posto?

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ITALY-POLITICS
Italian Prime Minister Matteo Renzi grimaces as he addresses the Festa dell’Unita, the annual Democratic Party (PD) meeting, in Bologna on September 7, 2014. AFP PHOTO/ VINCENZO PINTO (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Intorno a Matteo Renzi si è creato un assedio politico dal sapore militare con base strategica tra Berlino e Bruxelles. Alle sue spalle si starebbero muovendo grandi manovre guidate dalla cancelliera tedesca AngelaMerkel che sembra avere un piano per sostituirlo in poche mosse assestate con l’ormai ex fedelissima Federica Mogherini. Il condizionale è d’obbligo quando si tratta di indiscrezioni politiche, ma secondo Italia oggi ci sono diversi indizi che fanno sospettare a un grande complotto euro-tedesco sulla falsa riga del “golpe” del 2011, quando Giorgio Napolitano piazzò Mario Monti prima in Senato e poi a Palazzo Chigi al posto di Silvio Berlusconi.

Le lettere – Da due giorni il Corriere della sera riporta la fitta corrispondenza partita da Bruxelles che rilancia il gossip di lady Pesc candidata ideale della cancelleria tedesca per la Presidenza del Consiglio. Lo scorso 18 gennaio, il Corriere parlava delle voci che vedevano la Mogherini sempre più appiattita sulle posizioni di Berlino, alla caccia di sostegno per la corsa alla guida delle Nazioni Unite. E poi c’è stato l’apprezzamento di un fedelissimo della Merkel, il leader bavarese Manfred Weber, che ha elogiato la rappresentante della politica estera Ue, avvalorando l’ipotesi che i tedeschi ritengono la Mogherini più affidabile dell’attuale premier italiano.

La frase – Pochi giorni prima dell’endorsment tedesco, il 15 gennaio, la Mogherini è riuscita anche a far infuriare Renzi con una semplice frase. Pochi minuti dopo lo scoppio della polemica tra Jean-Claude Juncker e Renzi che ha incendiato i rapporti tra Roma e Bruxelles, lady Pesc ha detto: “È stupido creare divisioni all’interno dell’Europa. Gli europei hanno bisogno di essere uniti di fronte alle tante crisi che ci sono”. Le parole in diplomazia sono importanti e quello “stupido” ha più a che fare con un vocabolario politico che da prossimo Segretario generale delleNazioni unite. E poi a chi era rivolto se non al presidente del consiglio italiano che ha risposto a tono al presidente della Commissione Ue? Così da Palazzo Chigi è partita l’operazione “terra bruciata” attorno all’ex protetta Mogherini, con la quale ormai da mesi non c’erano più i rapporti di una volta. In questo segno va letta anche la nomina di Carlo Calenda come nuovo ambasciatore presso l’Ue al posto di Stefano Sannino, troppo subordinato ai burocrati europei, come la Mogherini.

La manovra – Le armi utili per fare pressione su Berlusconi nel 2011 sono state lo spread a livelli record, i mercati apparentemente fuori controllo così come il debito pubblico. Stavolta però Renzi ha ancora la presa salda su Camera e Senato e la minaccia arriverebbe dalla crisi delle banche e le tensioni con i vertici di Bruxelles. Che comunque ci sia la Merkel dietro il polverone europeo sollevato sul governo italiano sembra sempre più chiaro. La polemica tra Renzi e Juncker è partita lo scorso venerdì, il giorno dopo che l’ex premier lussemburghese ha incontrato la cancelliera tedesca, più che un caso. Poi ci sono messaggi che trovano un sapore più netto riletti oggi, come quello del 14 dicembre a Milano da parte di Mario Draghi che ammoniva i banchieri: “Creare le condizioni per un rapido smaltimento dei prestiti deteriorati”. Cinque giorni dopo al Corriere della sera, il consigliere economico del ministro WolfangSchaeuble, Lars Feldt, aveva detto chiaramente che l’Ue avrebbe fermato qualsiasi tentativo di aiuto di Stato alle banche in difficoltà, compresi “sussidi nascosti”. In quello stesso giorno Renzi ha capito l’antifona e ha tuonato contro la Merkel: “Non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa, cara Angela”. Da allora le tensioni sono cresciute di giorno in giorno.

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