“Non sale dalla profonda Barbagia il racconto del maltrattamento dei piccoli alunni. Tocca Roma, Grosseto, Pisa, Bolzano”

Sotto accusa un articolo apparso su un quotidiano cartaceo e on line, in cui  si parlava del caso dei maltrattamenti dei bambini in un asilo privato a Milano, per i quali è stato arrestato anche il titolare di origini sarde, il giornalista Zunino, ha scritto :“Non sale dalla profonda Barbagia il racconto del maltrattamento dei piccoli alunni. Tocca  Roma, Grosseto, Pisa, Bolzano”.  A sollevare il caso, sono stati politici giornalisti e tanti altri che sui social parlano di un articolo vergognoso e razzista verso i sardi. La domanda sorge spontanea, nel 2016, si può ancora fare uno scivolone di questo tipo? Sembra di essere tornati indietro ai tempi in cui si diceva “ti sbatto in Sardegna” . Pare strano che un giornale di tale portata possa permettere di scrivere queste cose su una terra che solo i peggiori stereotipi possono descrivere come  violenta per natura. Forse non tutti sanno che il tempo è passato anche in  Barbagia che nel frattempo ha prodotto culturalmente molto. Suggeriamo a quel giornalista di leggere qualche libro per capire quanto ci sia da imparare sulla Barbagia magari anche Grazia Deledda, di cui quest’anno si festeggiano a Nuoro i 90 anni dal conferimento del Premio Nobel, Salvatore Satta, Sebastiano Satta, Salvatore Cambosu, e tanti altri. Quella frase è stata un’offesa per tutta la Sardegna, ma anche una brutta caduta di stile per il giornale e il giornalista che avrebbe dovuto evitare, resuscitando un glossario di offese territoriali ormai in disuso. Ma passerà presto anche questa ondata di indignazione, perché in fondo certa gente non merita neanche considerazione. Basteranno le scuse del signore in questione? Noi sardi intanto  aspettiamo che Pigliaru, Presidente della Regione, difenda la nostra onorata terra e la sua gente.

zunino-1

Il riferimento alla Barbagia è sparito dall’articolo on line ma rimarrà  indelebile  nella versione cartacea del quotidiano.

print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *