Rai, mannaia sui compensi delle star: da compensi milionari a 240 mila euro

Non si può certo dire che Antonio Campo dall’ Orto non abbia provato a difendere le sue star. Va dato atto al direttore generale della Rai che, malgrado le mille grane, ha tentato di proteggere le “tariffe di mercato” dei ricchi conduttori di viale Mazzini,da Fabio Fazio a Carlo Conti passando per Antonella Clerici. Ma l’articolo 9 della legge sull’editoria pare non lasci scampo a scorciatoie, almeno stando al parere di illustri giuristi. Il tetto di 240mila euro ai compensi si applica a dirigenti, giornalisti e consulenti. Gli artisti, pur dipendendo dalla sezione “risorse artistiche” (e non dall’efficiente ufficio dei lavoratori autonomi diretto da Giorgio Gobbo uno dei più navigati e bravi dirigenti Rai) sono legati ad una tipologia di rapporto che rientra appunto nella fascia dei “consulenti o collaboratori”.

È per questo che i vertici di viale Mazzini dovranno rassegnarsi a rinnovare i contratti seguendo la linea, giusta ed equa, del massimo compenso sintetizzato in 240mila euro. Logico immaginare che scendere dai 2 milioni anni di stipendio alla “miseria” di mezzo miliardo di vecchie lire per uno come Fabio Fazio non sarà semplice. Anche per la Clerici -attestata intorno al milione di euro -sarebbe una catastrofe rinunciare ai favolosi ingaggi che negli anni le ha procurato Lucio Presta (con tanto di provvigione), eppure la strada della spending review sembra definitivamente presa. Per onore di cronaca va detto che il famoso art.9 non è stato inserito per danneggiare economicamente gli artisti ma solo per evitare che un dirigente o giornalista potesse evitare il tetto facendosi semplicemente inquadrare come consulente artistico o collaboratore. Il risultato però non cambia. Si prevede una fuga di stelle mentre ci si chiede quali aziende potrebbero assorbire i fuggitivi Rai. Non certo la 7 di Urbano Cairo che, come ha ribadito a Tiscali.it, non ha alcuna intenzione di ingaggiare una campagna acquisti a suon di milioni di euro.

Né Mediaset che ha già i suoi problemi e punta come policy sull’utilizzo delle risorse interne. Restano Discovery, Sky e la piattaforma Alice già Sit com di Walter La Tona dove si sono già accasate due ex conduttrici Rai come Rosanna Lambertucci e Veronica Maya. O le tv locali in fase di rilancio in orbita nazionale come Telenorba affidata alla direzione dell’ex capostruttura Rai Antonio Azzalini che il prossimo 7 novembre inaugura La vita in diretta in versione Pugliese riportando in video dopo anni di assenza Michele Cucuzza (il titolo originario del format è Buon pomeriggio). Insomma per i divi super pagati la prossima stagione sarà dura a meno che- dopo aver risolto i guai in Albania-non torni in pista, come si dice negli ambienti finanziari della City di Londra-il Paperone Francesco Becchetti ex proprietario di Agon Channel. Becchetti -lo ricordiamo-chiamò Sabrina Ferilli a condurre 10 puntate del talk Contratto pagandola un milione di euro tondo tondo (più le spese per gli autori gli assistenti le sarte ed il parrucchiere personale dell’attrice romana storicamente vicina agli ex Ds nonché cara amica di Piero Fassino e Massimo d’Alema).

 

Meglio dunque in Rai iniziare a ridimensionare i budget (a tutto vantaggio del bilancio) perché dalla maggioranza parlamentare arrivano conferme che il tetto agli stipendi riguarda tutti coloro che lavorano, a vario titolo, per viale Mazzini, dal facchino alla star del piccolo schermo. «Si applica a tutti, certo – spiega Michele Anzaldi, deputato renziano della Vigilanza – Tutti gli italiani stringono la cinghia con la crisi, se per un anno anche i vip della Rai si accontentano di 240mila euro, che è dieci volte lo stipendio di un operaio, non mi sembra un dramma. La Rai dice che così tutti fuggiranno alla concorrenza? Balle, non è più tempo di vacche grasse nemmeno in tv, gli introiti della pubblicità sono crollati, c’è internet. Se a questi signori non vanno bene 240mila euro provino a chiederne tre volte tanto ad altre tv, vediamo chi glieli dà».

 

Intanto il dg Campo Dall’Orto attende la risposta ufficiale del Mef, a cui ha scritto chiedendo appunto come vada interpretata la nuova legge. Se avrà un chiarimento, andrà con le carte al cda in programma il 9 novembre, altrimenti tutto sarà rimandato al consiglio successivo, per discutere come regolarsi coi cachet. Nel frattempo spunta l’ennesimo incidente di Campo. Il piddino Anzaldi ha scoperto, infatti, che le immagini sul terremoto trasmesse dalla Rai sono identiche a quelle di Sky, unica tv presente in quel momento sul posto. Una coincidenza o uno scippo? «Ce lo faremo spiegare tra qualche giorno in vigilanza” conclude.

Novità infine sui programmi. A Rai 2 dopo i disastrosi risultati di audience si sta decidendo di spostare Sunday Tabloid di Annalisa Bruchi la domenica dal preserale in terza serata mentre si vocifera di una chiusura anticipata di Parliamone il talk del sabato di Paola Perego. Certo non sarà agevole perché Paola è la moglie di Lucio Presta che per evitare un dolore alla amatissima consorte sarebbe pronto a fare le barricate! Cambio di rotta pure per Pippo Baudo visto che la sua Domenica in perde miseramente con Domenica live di Barbara d’Urso la donna più potente oggi in Mediaset. Forse sono in arrivo volti nuovi e sorprese. L’ultima news riguarda Massimo Giletti campione di share con la sua Arena. Recentemente il conduttore non ha risparmiato bordate all’azienda colpevole di non sostenere abbastanza il lavoro della sua squadra. ” Sto già pensando al mio futuro” ha spiegato lui. A giugno scade il contratto in esclusiva con la Rai e c’è chi è pronto a scommettere che a settembre Massimo sarà a Canale 5. Oggi in Rai il suo compenso si aggira intorno a 500mila euro annui assolutamente ben meritati. Che cosa cambierà se passerà davvero al Biscione?

Fonte: www.tiscali.it

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