Specializzandi non medici in materie sanitarie: si attendono risposte in merito all’assegnazione delle borse di studio

Elisabetta Caredda, Responsabile del gruppo fb dei “Biologi e non medici sanitari specializzandi: legge per i contratti”, chiede una risposta in merito ai finanziamenti che devono poter consentire l’assegnazione delle borse di studio per gli specializzandi non medici in materie sanitarie (biologi, farmacisti, veterinari, odontoiatri, chimici, fisici sanitari) così come regolamentato al comma 10, dell’articolo 8, della legge regionale 7 agosto 2009, n.3 è stata chiesta da , Responsabile del gruppo fb “Biologi e non medici sanitari specializzandi: legge per i contratti”, indirizzando una email ai Presidenti delle Commissioni consiliari Programmazione e Cultura, Franco Sabatini e Giampietro Comandini, al vicepresidente gruppo consiliare PD Roberto Deriu, e per conoscenza al Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, gli Assessori regionali per la Sanità e del Bilancio, Luigi Arru e Raffaele Paci, e i due Rettori delle Università sarde, Maria Del Zompo e Massimo Carpinelli.

Elisabetta Caredda scrive:
“Si ricorda che il comma 10, articolo 8, della normativa regionale n.3/2009 era stato approvato con
sensibilità bipartisan per mettere FINE alla discriminazione immorale e ingiustificabile che vedeva i
laureati biologi, farmacisti, veterinari, odontoiatri, chimici, fisici sanitari iscritti ad una Scuola di
Specializzazione di area sanitaria, esclusi dalla destinazione di un contratto di formazione
specialistica o anche solo di una semplice borsa di studio, contrariamente a tutti gli specializzandi
nelle Scuole di Specializzazione di medicina. Questi ultimi hanno assicurate per i contratti di
formazione specialistica, risorse ministeriale e in aggiunta risorse finanziarie regionali. Il loro posto
in Scuola è legato alla stipula di un contratto di formazione specialistica di 25 mila euro netti l’anno
per i primi due anni accademici, e di 26 mila euro netti per gli ultimi tre anni di frequenza.
Premesso che i concorsi per i laureati non medici afferenti all’area sanitaria sono stati per tre anni
bloccati, nel momento in cui si è deciso di riattivarli, le borse di studio regionali, per carenza di
fondi sanitari destinati a questo tipo di Scuole, sono state drasticamente tagliate. Quasi annullate
potremo dire, poichè gli specializzandi non medici, sino al 2014, erano tutti coperti di una borsa di
studio.

Dietro dunque sollecitazione di biologi specializzandi, in qualità di Responsabile del gruppo fb dei
“Biologi e non medici sanitari specializzandi: legge per i contratti”, che oggi conta oltre 12 mila
iscritti, e che già aveva seguito la problematica che aveva visto trovare soluzione nel 2009, come
prima Regione italiana peraltro, sin da agosto 2018 ho immediatamente presentato l’istanza degli
specializzandi agli Onorevoli competenti in materia per ripristinare almeno un numero ragionevole
di borse di studio attraverso l’utilizzo di fondi europei destinati alla formazione. Esattamente come è
stato fatto in altre Regioni Italiane.
Ho infatti segnalato che il 6 giugno 2018 la Regione Marche ha comunicato la volontà a riconoscere
il lavoro e diritti dei laureati non medici dell’area sanitaria con un preciso impegno della stessa
amministrazione a stipulare un’intesa tra le Università e la Giunta Regionale Marche al fine di
disciplinare, anche a livello di trattamento economico, il regime degli specializzandi dell’area “non
medica”. Link:http://www.viveremarche.it/2018/06/07/scuole-di-specializzazione-di-area-sanitariaper-i-non-medici-passa-la-risoluzione-a-firma-leonardi-volpini/686067/

Alle Marche si è aggiunta la Regione Campania dove, su proposta del Presidente della Regione
Vincenzo De Luca (PD), hanno approvato una delibera volta a finanziare borse di studio per TUTTI
gli iscritti alle specializzazioni in professioni sanitarie non mediche con una dotazione finanziaria di
2 milioni di euro. Link:http://www.regione.campania.it/regione/it/news/regione-informa/borse-distudio-per-non-medici-campania-prima-regione-in-italia
Oltre a ciò, il 9 dicembre 2018 alla Camera dei Deputati è stato approvato un Ordine del Giorno dal
M5S che impegna il governo a valutare la possibilità di estendere le borse di studio anche a queste
preziose specializzazioni ospedaliere non mediche: http://www.quotidianosanita.it/governo-eparlamento/articolo.php?articolo_id=68880
Come accennato all’Onorevole Sabatini, facendo seguito alle sue dichiarazioni dove ha dato modo
di far conoscere che quest’anno c’erano opportunità buone di avere molte risorse a disposizione e che avrebbe fatto il punto anche sulle borse studio per le scuole di specializzazione, l’istanza ha
avuto riscontro dall’Assessore per la Sanità, Luigi Arru, che ha espresso condivisione nel sostenere
una possibile soluzione per aumentare i fondi anche per queste tipologie di borse di studio, così
come dall’Assessore Paci, il quale, attraverso la sua segreteria, mi fa sapere di non avere nulla in
contrario ad approvare una disposizione di fondi destinati agli specializzandi non medici, nel
momento in cui durante la preparazione della finanziaria gli avrebbero presentato la questione.
In seguito quindi della condivisione alla problematica degli Assessori regionali per la Sanità e della
Programmazione, sensibilizzati, ho contattato le Università sia di Cagliari e di Sassari per conoscere
il numero degli Specializzandi iscritti nelle varie Scuole di area sanitaria. Si parla in totale di 107
specializzandi per l’Università di Sassari e di 26 iscritti per l’Università di Cagliari.
In più ci sono da aggiungere i nuovi specializzandi che andranno ad immatricolarsi agli inizi del
2019 con i prossimi concorsi.
Le borse di studio irrisorie previste anche per i prossimi bandi e nemmeno per tutte le Scuole
vedranno alcuni corsi non partecipare, perchè i Direttori delle Scuole di Specializzazione hanno la
sensibilità di notare che le difficoltà economiche per un laureato che deve frequentare una Scuola di
Specializzazione dove fa lezione e si può dire, lavori, esattamente come è per un medico
specializzando, sono significanti ed estenuanti. I ragazzi lamentano il disagio.
Per poter coprire tutti, considerato l’alto numero di specializzandi non medici presso l’Università di
Sassari, servirebbero circa 1.800.000,00 euro per quest’anno, comprendendo gli immatricolati per il
prossimo anno. Nell’eventualità non ci fosse possibilità di 1.800.000,00 euro si propone, in questa
prima fase di riequilibrio nell’assegnazione delle borse di studio, di poter coprire almeno i primi due
specializzandi per ogni corso di Scuola di Specializzazione.
Considerati pertanto i dati, si tratterebbe di coprire per l’Università degli Studi di Sassari i primi due
specializzandi in graduatoria senza borsa studio e iscritti nelle seguenti Scuole:
– Odontoiatria, 2 per il primo anno a.a., 2 per il secondo anno a.a. (suddivise in 1 borsa per
l’indirizzo pediatrico e 1 per chirurgia orale), più 2 per il bando prossimo;
– Farmacia Ospedaliera, 2 per il primo anno a.a., 2 per il secondo anno a.a., più 2 per il bando
prossimo; 

– Microbiologia e Virologia, 2 per il primo anno a.a., 2 per il secondo anno a.a., più 2 per il bando
prossimo;
– Patologia clinica e Biochimica clinica, 2 per il primo anno a.a., 2 per il secondo anno a.a., più 2
per il bando prossimo;
– Scienze dell’alimentazione, 2 per il primo anno a.a., più 2 per il bando prossimo;
– Veterinaria, 2 per il primo anno a.a., 2 per il secondo anno a.a. (suddivise in 1 borsa per l’indirizzo
ispezione degli alimenti di origine animale e 1 per sanità animale, allevamento e produzioni
zootecniche), più 2 per il bando prossimo.
Al pari per l’Università degli Studi di Cagliari con le seguenti Scuole di Specializzazione:
– Fisica Medica, 2 per gli iscritti in a.a. 2015/2016, più 2 per il bando prossimo;
– Genetica Medica, 2 per gli iscritti in a.a. 2015/2016, 2 per gli iscritti in a.a. 2016/2017, più 2 per il
bando prossimo;
– Odontoiatria, 2 per gli iscritti in a.a. 2015/2016, 2 per gli iscritti in a.a. 2016/2017 (suddivise in 1
borsa per l’indirizzo pediatrico e 1 per Ortognatodonzia), più 2 per il bando prossimo;
– Farmacologia, 2 per gli iscritti in a.a. 2016/2017, più 2 per il bando prossimo;
– Microbiologia, 1 per gli iscritti in a.a. 2016/2017, più 2 per il bando prossimo;
– Patologia clinica, 1 per gli iscritti in a.a. 2016/2017, più 2 per il bando prossimo;
– Scienza Alimentazione, 2 per gli iscritti in a.a. 2016/2017, più 2 per il bando prossimo.
La borsa di studio destinata agli specializzandi non medici è quella minima, addirittura inferiore a
quella prevista per il dottorato di ricerca e ammonta a euro 11.603,49 all’anno.

Considerando il totale, relativamente al calcolo come da proposta su citata, di 34 borse studio per
l’Università di Sassari e di 30 per l’Università di Cagliari, si tratterebbe di stanziare 750 mila euro
l’anno. Se si può arrivare a 1.000.000,00 di euro, si aiuterebbe qualcun altro iscritto, per lo meno
delle Scuole che durano 4 anni.
Si fa presente anche alle Università, e quindi i Rettori, che aprire le Scuole a numeri di un certo
peso, è da valutare col buon senso. Perchè gli specializzandi ad una borsa di studio hanno diritto, al
pari dei colleghi in medicina. Va bene l’offerta formativa, ma essa non deve diventare una sorta di
reclutamento personale che ti mandano avanti i dipartimenti e i laboratori analisi senza interessarvi
che ottengano un riconoscimento economico! Sopratutto nell’Università di Sassari si nota questo
sostanziale numero abbondante.
Detto ciò, chiediamo dunque agli On.li Sabatini, Deriu e Comandini di conoscere quale iniziativa
hanno intrapreso per ripristinare le borse di studio agli specializzandi non medici sanitari e se in
finanziaria potremo attenderci almeno il ripristino di 750 mila euro da destinare agli iscritti delle
Scuole di specializzazione di entrambe le Università di Cagliari e Sassari, come da specchietto
riportato.
Desideriamo sensibilizzare tutte le parti politiche che costituiscono il Consiglio regionale,
auspicando in una condivisione del nostro comunicato ed una soluzione al disagio di specializzandi
discriminati e umiliati in un loro diritto ad andare avanti nella formazione obbligatoria per l’accesso
al Sistema sanitario nazionale e regionale.”

Elisabetta Caredda, Responsabile del gruppo fb dei “Biologi e non medici sanitari specializzandi:
legge per i contratti”

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