La grande fuga. Oltre 45mila giovani italiani hanno cambiato Paese

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renzi_pinocchioSono gli «under 40» che per motivi di studio o di lavoro nel 2014 hanno deciso di trasferirsi all’estero e rappresentano la metà di tutti gli italiani che hanno preferito andare a vivere oltreconfine. Un fenomeno a cui stiamo assistendo già da qualche anno, i cui dati sono stati elaborati e diffusi da Renato Mattioni, segretario generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza e pubblicati da Il Sole 24 ore.Sono circa 45mila i non ancora quarantenni, su un totale di 90 mila connazionali trasferiti, che hanno fatto le valigie e sono partiti per rimanere lontani da casa. Un trend in crescita e una scelta condivisa da molti: le partenze degli «under 40» sono aumentate infatti del 34,3 per cento rispetto al 2012. Ogni mille giovani tra i 18 e i 39 anni il 3,3 per cento ha deciso di andare.

Nulla a che vedere con i «choosy» evocati nel 2012 dall’allora ministro del Lavoro Elsa Fornero o, ancora prima, con i «bamboccioni» dell’ex ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. E neanche con i giovani che proprio ieri Papa Francesco ha invitato a non avere la «spuzza» al naso e ad essere umili. Per tanti cambiare Paese non è un problema.Spesso a spingere al cambiamento, soprattutto al Nord, sono le famiglie, in molti casi imprenditori o professionisti della media borghesia. Il record dei trasferimenti lo detiene Milano, con 3.300 partenze di «under 40» nel 2014. Seguono Roma con quasi 3mila cambi di residenza e Torino con 1.650. Al Sud, invece, si parte meno e generalmente come seconda chance dopo essersi prima spostati nelle città del settentrione. Sempre nel 2014 da Palermo sono partiti 1.430 giovani, 1.900 da Napoli. E se in numeri assoluti sono le grandi città a registrare i trasferimenti più consistenti, in termini di incidenza sulla popolazione sono le città di confine, quelle universitarie e alcuni capoluoghi del Sud Italia a guidare la classifica delle partenze.

Le mete preferite sono quelle che offrono maggiori opportunità, come il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, la Francia e gli Stati Uniti.  E chi può permetterselo non si lascia sfuggire l’occasione. Tragica conseguenza di una politica sbagliata. Al lavoro ci stanno i vecchi che vedono allontanarsi sempre più l’età della pensione, i giovani scappano perchè per loro non c’è posto. L’Italia è ferma perchè continua ad essere in mano a chi ha già dato tantissimo. L’errore è non permettere il ricambio generazionale, le forze fresche vanno a salvare le altre economie, mentre i vecchi continuano ad occupare i posti di lavoro sino alla pensione, se ci arrivano. Ed intanto il nostro pinocchio continua a snocciolare dati falsi gridando alla ripresa che non c’è. Siamo gli ultimi in Europa, i soldi  per favorire il ricambio generazionale che consentirebbe il cambio di rotta e la ripresa ci sono, ma vengono utilizzati per finanziare le primavere arabe e queste stupide guerre che paghiamo a caro prezzo con l’invasione di centinaia di migliaia di immigrati con un peso insopportabile che si riversa totalmente cui poveracci costretti a lavorare sino all’ultimo respiro.

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