La Squadra Acque Interne della Questura di Oristano, ha effettuato due importanti salvataggi in mare 

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Nell’ultimo mese la Squadra Acque Interne della Questura di Oristano ha effettuato due importanti salvataggi in mare nei confronti di tre persone trovatesi in forte difficoltà a causa del mare agitato.

In data 24/05/2022 durante un servizio di pattugliamento costiero effettuato col gommone della Polizia di Stato, due operatori in servizio in Questura, alle ore 18.15 a circa, ad un miglio di distanza  dalla costa di Torregrande dopo aver visto in lontananza una grossa vela di colore rosso (tipo kiteboarding) che galleggiava da qualche tempo senza mai alzarsi in volo, effettuavano un repentino e cauto avvicinamento all’oggetto galleggiante notando a bordo dello stesso un ragazzo di giovanissima età in evidente difficoltà intento ad armeggiare con la sua attrezzatura sportiva e i fili che lo legavano ad essa. Il quattordicenne, di nazionalità svizzera, veniva tratto in salvo e fatto salire a bordo dell’imbarcazione di servizio, con la quale veniva accompagnato in luogo sicuro sulla terra ferma. Successivamente, dopo breve navigazione, veniva sbarcato in buone condizioni fisiche a riva nei pressi del luogo da cui era partito, dove lo attendeva il padre in evidente stato di agitazione.

In data 26/06/2022 altro personale in servizio di pattugliamento con le moto d’acqua nello specchio acqueo antistante la località di Maimoni, alle ore 10,45 circa, dopo aver ricevuto la richiesta di intervento della Centrale Operativa della Questura, si dirigeva tempestivamente nel tratto di mare antistante la Spiaggia di S’Archeddu e Sa Canna, ove era stata segnalata una bambina di anni 13 in grossa difficoltà, che con il suo SUP, non riusciva a rientrare verso terra a causa del forte vento che la spingeva sempre più al largo. Una volta arrivati nei pressi dell’area indicata, i due operatori di Polizia prestavano soccorso alla bambina e a sua madre, che nel frattempo l’aveva raggiunta, nuotando per oltre mezzo miglio e quindi anch’essa in grossa difficoltà perché stremata dalla stanchezza. La bambina veniva fatta salire a bordo di una delle moto d’acqua, mentre la madre aggrappata al SUP veniva rimorchiata sino alla spiaggia, ove ad attendere vi era il padre della bambina e autore della richiesta di aiuto al 113.

In entrambe le occasioni le numerose persone presenti a riva hanno dimostrato grande apprezzamento per l’attività svolta dagli operatori applaudendoli caldamente.

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