Marina Cafè Noir, XXI edizione. Il longevo festival letterario torna a Cagliari dal 12 al 14 ottobre

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Torna a Cagliari il Marina Cafè Noir, per la sua ventunesima edizione in programma da giovedì 12 a sabato 14 ottobre. Sarà un ritorno in grande stile, per il primo e più longevo dei festival letterari della Sardegna, in uno dei luoghi centrali della città, uno dei più amati dal pubblico: il Giardino sotto le Mura di viale Regina Elena. 

Tra gli ospiti di quest’anno autrici, autori, musicisti e performer protagonisti della scena italiana e internazionale: come Cristina Cassar Scalia, Eduardo Kohn, Katerina Poladjan, Fabio Geda, Guido Catalano, Enrico Brizzi, Annabel Streets, Paola Soriga, Alessio Torino, Casino Royale e molti altri. Ad anticipare la tre giorni di metà ottobre saranno gli appuntamenti dell’Accademia popolare, pensati come brevi lezioni informali da parte di docenti e ricercatori dell’Università di Cagliari. Una condivisione dei saperi caratterizzata da un approccio divulgativo e aperto a tutti, accompagnato da letture e musica e in programma nel quartiere Marina il 2, 3 e 4 ottobre.

«Officine di libertà è il titolo scelto per questa ventunesima edizione – spiegano i soci dell’associazione culturale Chourmo che organizza il festival – e coniuga insieme due parole portatrici di concetti e valori che da sempre sentiamo cari: quello della libertà, intesa nelle sue numerose declinazioni, e quello dell’officina, parola che proviene dallo stesso termine latino da cui provengono “operaio” e “artigiano” e che dà senso al nostro pensare il Festival come  luogo del fare, dell’operare con umiltà e costanza». 

Sarà come sempre un festival a vocazione internazionale, con una nutrita schiera di scrittrici e scrittori dall’Europa e dal mondo. A partire da Eduardo Kohn, uno degli antropologi più autorevoli del nostro tempo, autore di Come pensano le foreste (nottetempo), definito da Le Monde come “una vera e propria rifondazione dell’antropologia”. Accademico canadese di origini ecuadoriane, Kohn ha condotto un’indagine di quattro anni tra i Runa dell’Alta Amazzonia, proprio in Ecuador, per esplorare come i popoli amazzonici interagiscono con uno degli ecosistemi più complessi al mondo. Un lavoro rivoluzionario che ha condotto l’antropologia verso una direzione inedita, offrendo un modo più aperto di pensare a un pianeta radicalmente condiviso.

Originaria della Russia è invece Katerina Poladjan, scrittrice di lingua tedesca nata a Mosca e cresciuta tra Roma e Vienna, autrice del fortunato La restauratrice di libri, che questo settembre torna in libreria con La musica del futuro (Sem). Completa il quadro Annabel Streets, romanziera e saggista inglese, firma del Guardian e di Telegraph – il suo Frieda è stato libro dell’anno per il Times nel 2018. A Cagliari sarà protagonista con il saggio Sul camminare (Add). Un percorso tra scienza, esperienza personale e ricerca, una guida alle infinite possibilità del muoversi.

Ma il Marina Cafè Noir è anche, da sempre, il crocevia della grande narrativa italiana. Ad aprire la ventunesima edizione sarà Cristina Cassar Scalia, attualmente la più amata noirista del nostro Paese grazie alle indagini del suo vicequestore Vanina Guarrasi, che prossimamente diventerà una serie Tv. L’ultimo romanzo della saga è La banda dei Carusi (Einaudi). Riflettori puntati poi su Fabio Geda, eccezionale e delicato autore di grandi storie di formazione, che torna a raccontare il mondo dei ragazzi con La scomparsa delle farfalle (Einaudi Stile Libero). Temi in qualche modo affini al nuovo romanzo di Alessio Torino. Il suo Cuori in piena (Mondadori) mette in scena un giovane personaggio alle prese con il dilemma di crescere, attraverso la carica selvaggia della natura e della memoria. Un’incursione nella poesia invece con Guido Catalano, che darà vita a uno dei suoi irresistibili reading, impastati di ironia e sentimento, tratto dal libro Smettere di fumare baciando (Rizzoli). Mentre la vita e l’epopea di Enzo Ferrari sono al centro di Enzo (Harper Collins), il nuovo lavoro di Enrico Brizzi, che sarà inoltre protagonista di un djset con cui aprirà i festeggiamenti per il trentennale del suo fulminante esordio: Jack Frusciante è uscito dal gruppo. E ancora: un panel coordinato da Paola Soriga, in collaborazione con il festival InQuiete, per parlare di femminismi, seconde generazioni, classe e temi di genere.

Non solo libri ma anche buona musica: ogni sera il Marina Cafè Noir si chiude con un concerto, per recuperare la cifra di un festival sempre capace di creare momenti conviviali e di piazza, popolari e gratuiti, rivolti a un pubblico trasversale. La tradizionale fiesta final sarà affidata a un gruppo cult della musica indipendente italiana, i Casino Royale. La formazione milanese guidata da Alioscia Bisceglia è da oltre 20 anni sinonimo di stile e di qualità, con le sue influenze rock, soul, reggae, hip hop, dub e funk. Per le prime due giornate, invece, spazio a due eccellenze della scena sarda: i King Howl, che con il loro tiro heavy blues hanno dato alle stampe tre dischi portati sui palchi italiani ed europei; e i Dancefloor Stompers, con il loro peculiare mix di soul e funky ispirato dalle colonne sonore degli anni 60 e 70.

La dimensione performativa del festival si articola anche attraverso i reading e gli omaggi, a partire da quello più sentito e dedicato a Michela Murgia, che negli anni è stata ospite, amica e attiva sostenitrice del Marina Cafè Noir. A occuparsene saranno Giacomo Casti e Arrogalla, che con Murgia ha condiviso il palco per decine di incontri in tutta Italia. Nel corso della tre giorni è in programma anche un tributo a Italo Calvino, nel centenario della nascita, e all’attivista statunitense Grace Paley, con un appuntamento a cura dell’editore Marco Cassini e dell’attrice Emilia Agnesa. Mentre a Felice Montervino sarà affidato il compito di portare sul palco le indagini di Vanina Guarrasi, dalla penna di Cristina Cassar Scalia. Infine, con Daniel Dwerryhouse, il ricordo del grande Cormac McCarthy. 

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