Nuova ricerca Enea, la rigenerazione dei tessuti umani è sempre più hi-tech

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Rigenerare tessuti muscolari gravemente lesionati attraverso la combinazione delle tecnologie più sofisticate, è questo l’obiettivo della nuova ricerca condotta da ENEA – Agenzia nazionale, nell’ambito del progetto SMARTIES finanziato dalla Regione Lazio, e realizzata in collaborazione con tre università italiane (Tor Vergata, Sapienza e Urbino) e con due partner internazionali (National University of Singapore e Sechenov First Medical Universit of Moscow). Laura Teodori, ricercatrice ENEA e coordinatrice dello studio, ha spiegato che la novità di questo progetto sta nell’aver “coniugato tre filoni di ricerca molto promettenti, ovvero electrospinning, matrice extracellulare e click chemistry che ci hanno permesso di mettere a punto un sistema all’avanguardia per la rigenerazione del tessuto muscolare e, allo stesso tempo, sostenibile sia per la salute del paziente che per l’ambiente”. L’electrospinning (o elettrofilatura) è uno dei settori più promettenti delle nanotecnologie poiché grazie a questa tecnica è possibile produrre “scaffold”, (strutture tridimensionale “intelligenti” in nanofibra), in grado di guidare la rigenerazione dei nuovi tessuti. Sono del tutto simili, nell’organizzazione e nella struttura, al tessuto “nativo” e rilasciano sostanze bioattive che favoriscono l’accrescimento, la proliferazione e la differenziazione delle cellule che formeranno il nuovo tessuto muscolare. I vantaggi di questo metodo di produzione sono molti e riguardano la semplicità e l’economicità dell’apparecchiatura, la scalabilità, la possibilità di utilizzare diverse combinazioni di materiali e di produrre un’ampia varietà di micro e nanofibre, diverse per dimensioni e forme, con ampie superfici, elevata permeabilità e porosità, per garantire le interazioni cellulari. Inoltre il campo di applicazione va oltre il settore medicale; grazie all’elettrofilatura, infatti, è possibile “filare” materiali hi-tech che possono essere impiegati nell’ambito del risparmio energetico, nel trattamento dei rifiuti oppure, come già è accaduto, per assorbire fuoriuscite di petrolio in mare.Se finora questi particolari “filati” venivano utilizzati direttamente negli interventi chirurgici per favorire la rigenerazione dei tessuti, ora sono stati ulteriormente elaborati e trasformati in “bioink”, ovvero in particolari inchiostri che possono essere processati con le più innovative tecniche di manufacturing.A parte l’elettrofilatura per la produzione di scaffold nell’ingegneria dei tessuti, si sta facendo strada anche la bio-stampante 3D per produrre organi artificiali.Per saperne di più: https://cutt.ly/6gagxGJ#tecnologiemedicali#rigenerazionedeitessuti#nanotecnologie#materialihitech#ricercaetecnologia

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