martedì, Febbraio 3

Teatro del Segno, “Senza fiato”: lo spettacolo di e con Pierpaolo Baingiu a Cagliari e a Siniscola

Senza Fiato / Una risata vi seppellirà. A me la fibrosi cistica. (Forse)” di e con Pierpaolo Baingiu in tournée nell’Isola: al via il Progetto Senza Fiato | Sardegna 2026-2027 promosso dal Teatro del Segno in collaborazione con A.I.D.O. Sardegna e LIFC Sardegna e con la FFC – Ricerca / Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica – ETS, per la diffusione delle conoscenze sulla Fibrosi Cistica e della cultura della donazione degli organi.

L’arte incontra la ricerca in “Senza Fiato / Una risata vi seppellirà. A me la fibrosi cistica. (Forse)”, uno spettacolo scritto e interpretato da Pierpaolo Baingiu, protagonista sulla scena insieme con Stefano Ledda (voce recitante) e Luciano Sezzi (sax), produzione del Teatro del Segno, in scena giovedì 5 e venerdì 6 febbraio alle 11 (due matinées per le scuole), con una replica serale giovedì 5 febbraio alle 20 (nell’ambito della rassegna Stasera Suono al TsE) al Teatro TsE in via Quintino Sella a Cagliari e giovedì 19 febbraio alle 11 e alle 20 nell’Auditorium dell’ITCG “L. Oggiano” di Siniscola.

Senza Fiato” racconta con (auto)ironia e disincanto la vita quotidiana in compagnia della fibrosi cistica, grave patologia genetica che si manifesta fin dalla nascita e colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e l’apparato digerente, determinata da una mutazione del gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator), con sintomi fastidiosi, cure invasive e ricoveri ospedalieri sempre più frequenti, ma anche terapie sempre più efficaci grazie ai progressi della ricerca scientifica.

La pièce, pensata come un monologo satirico e autobiografico e rielaborata in forma di spettacolo con musiche e video, dialoghi e inserti poetici, rappresenta un viaggio nella malattia dall’infanzia alla giovinezza, attraverso lo sguardo e i ricordi di un bambino ora diventato un giovane uomo che descrive la necessità di confrontarsi con le difficoltà e i disagi legati a uno stato di salute precario, ma anche (talvolta soprattutto) ai paradossi della burocrazia e ai problemi del sistema sanitario. Un’occasione per conoscere da vicino una patologia rara ma non troppo (in Italia si contano duecento nuovi casi all’anno) per cui le recenti scoperte, a fronte di un’aspettativa fino a poco tempo fa non superiore ai trent’anni di vita, offrono nuove speranze ai malati e alle loro famiglie.

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