Cantine del Consorzio del Cannonau in mostra al Vinitaly, brindisi e analisi del futuro

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 Il Cannonau in mostra al Vinitaly di Verona con il Consorzio le Cantine d’Ogliastra, il vero vigneto autoctono della Sardegna esporta vino nato più di tremilatrecento anni fa. 

Vino, accoglienza, cultura e buon cibo: di fronte a un pubblico di operatori del settore enologico e turistico proveniente da ogni continente, l’Ogliastra del Cannonau si presenta al Vinitaly con un evento promozionale ‘esperienziale’, incentrato sulle sue eccellenze territoriali e gastronomiche. A Verona lo stand ogliastrino ha celebrato anche il gusto, dalla vigna al bicchiere si festeggia il successo, le 11 cantine in un settore tradizionale possono sottolineare la creatività gustativa.

A far parte del Consorzio nato nel 2022 la Jmura Vitivinicola, Cantina Vigna de Luceri, Azienda Agricola Il Vigneto, Fratelli Mulas, Sa Pruna,Tenute Pisano, Tenute Centu e Prusu, Cabiddu Tenute Orzili, Cantine di Talavè, nuove quattro adesioni sono in fase dicompletamento.

“Abbiamo creato il Consorzio per unire tutti produttori del Cannonau – ha detto il presidente del Consorzio “Le Cantine d’Ogliastra” Manfredi Mura – vogliamo fare di questo gioiello un volano dello sviluppo, esportiamo il terroir diffondendo la filosofia del Cannonau grazie al sodalizio che ha messo insieme 11 cantine che credono nel vino fatto ancora con i metodi artigianali garanzia di salute”.

“Le cantine possono affermare una forma di sviluppo territoriale – aggiunge Giulia Mura – e la tendenza può essere di forte crescita perché esse sono un presidio dei territori, trasferiscono competenze e sono in grado di fare vivere le zone interne. La cultura del Cannonau, la nascita del Consorzio, sono un modello mediterraneo di salute e un’occasione per riflettere su alcuni argomenti che hanno interessato il settore. Prima fra tutti, la nascita del Vino dei Centenari nella terra della Blue Zone e poi il legame tra vino e salute”.

Lo stand Cannonau – Nelle giornate del Vinitaly, quattro le cantine che si sono presentate al pubblico in rappresentazione dell’intero sodalizio: Jmura della famiglia Mura di Jerzu, Vigna de Luceri di Loceri, le Tenute Centu e Prusu di Perdasdefogu e Sa Pruna di Jerzu. I produttori hanno raccontato il Cannonau ricordando la sua rilevanza all’interno di un sistema economico, di un mercato che deve allargare i suoi confini.

Interesse verso l’Ogliastra – Ancora cenerentola del mercato le 11 aziende vinicole del Consorzio Cannonau Terra dei Centenari contano circa 100 ettari di vigne. La loro produzione che celebra la longevità, è una goccia nel mare rispetto ad altre ma la qualità è il fiore all’occhiello e la scommessa sul futuro. Le cantine che fanno parte del Consorzio che continua ad aumentare le sue adesioni, dopo il Vinitaly avviano un calendario di appuntamenti promozionali che le vedrà protagoniste negli eventi estivi.

Obiettivo – “Il Consorzio Le Cantine d’Ogliastra – Terra dei Centenari – prosegue il fondatore Manfredi Mura – ha il suo progetto nel legame della produzione enologica fortemente connessa con il benessere e l’ospitalità, direzione questa oramai irrinunciabile per le aziende del settore. Sostenuta dal desiderio di espandere la conoscenza della cultura enologica, l’intento della manifestazione è quello di mettere in rete un’offerta enoturistica strutturata, che sia capace di unire i territori interni dell’Ogliastra”.

Cannonau Kosher – Nella terra di longevitàsi lavoraper l’inclusione, nel cui segno è nata anche la produzione del Cannonau Kosher, sottoponendo il vino ai criteri di purezza sotto la stretta supervisione del rabbino Umberto Piperno. Dal momento in cui le uve entrano nella cantina al momento dell’imbottigliamento tutti gli ingredienti devono essere Kosher.

Vinitaly – La manifestazione ha goduto della presenza di giornalisti specializzati e visitatori nel segno della convivialità, della cultura del vino e dell’accoglienza, tratti distintivi di tutta la manifestazione che proseguirà fino al 17 aprile. “Abbiamo voluto questo evento con molta determinazione – ha detto Giulia Mura – supportati dalla Federazione Italiana Sommelier perché il settore dell’enoturismo è sopraffatto da una forte crisi, proponiamo una narrazione diversa della Sardegna, non più limitata alle bellezze solo costiere ma allargata a storia, tradizioni e cultura che molti imprenditori sono pronti a raccontare”.

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