Il premio Nobel Dario Fo ci ha lasciato

Si è spento Dario Fo. Drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore e scenografo. Premio Nobel per la letteratura nel 1997, Fo aveva 90 anni.

Con la moglie Franca Rame, per oltre 50 anni, ha rivoluzionato il mondo artistico italiano. Era ricoverato da 12 giorni all’ospedale sacco di Milano. Da sempre affermava di aver vissuto una vita “esageratamente fortunata”. Era figlio di un ferroviere e da un paesino del lago Maggiore ha mosso i primi passi nella sua carriera artistica. La sua vita è stata diversa, vissuta su tanti fronti. Prima le esperienza all’Accademia di Brera, poi la guerra e la divisa della Repubblica di Salò. E ancora: l’esperienza in radio con i testi radiofonici con Franco Paraenti e Dyrano al Piccolo di Milano con “Il dito nell’occhio”. C’è spazio anche per il cinema con Lo sviato di Carlo Lizzani.

Ma è l’incontro con Franca Rame a segnare la sua vita. Compagna per sempre. Colpo di fulimine e matrimonio in Sant’Ambrogio a Milano. Con lei prendono forma Gli Arcangeli non giocano a flipper, Chi ruba un piede è fortunato in amore, La signora è da buttare. Poi il grande successo di Mistero Buffo nel ‘69, dove Fo riprende a modo suo la lezione dei fabulatori e dei cantastorie. Negli anni ’70 un susseguirsi di satire pungenti, sulle quali Dario spandeva a piene mani il suo grammelot, folle assemblaggio di suoni di parlate diverse, nonsense linguistici. Una invenzione narrativa che, insieme con l’imponente corpus drammaturgico, quasi un centinaio di testi teatrali, gli valse nel 1997 il Nobel per la letteratura. Poi la morte della sua Franca nel maggio del 2013. E dopo Franca va via anche l’amico Jannacci. Negli ultimi anni aveva abbracciato la causa grillina diventando amico di Casaleggio, recentemente scomparso.

print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *