Manoppello. Case di terra cruda, azioni congiunte tra Abruzzo, Marche e Sardegna

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Manoppello. Tutelare e valorizzare l’architettura in terra cruda in Italia, adottando normative regionali e nazionali in materia, si è discusso di questo al convegno organizzato  a Manoppello (Pescara) sabato 11 novembre, ai margini dell’assemblea dei soci dell’Associazione Città della terra cruda alla quale hanno preso parte anche l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu e 19 amministratori comunali della Sardegna, guidati dal sindaco di Samassi Enrico Pusceddu, presidente del coordinamento nazionale.

Il rappresentante dell’esecutivo Pigliaru ha testimoniato la sensibilità della Regione verso i progetti di qualità che vedano la tutela del paesaggio abbinata al valore culturale della terra cruda. «Il mosaico di territori che le regioni italiane vantano – ha sottolineato l’assessore Erriu – deve essere oggetto di politiche di valorizzazione mirate al raggiungimento di una nuova relazione con la natura e al recupero delle nostre radici culturale e identitarie, a rischio di abbandono. Il nostro obiettivo non mira solo alla riqualificazione dei singoli edifici, bensì ad individuare programmi più complessi che mettano insieme interesse pubblico e interesse privato. Alla politica spetta il compito di produrre gli strumenti di pianificazione e accompagnare i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, dotandoli di risorse adeguate per finanziare progetti mirati. Alcuni di quelli proposti dalle città della terra cruda si inseriscono perfettamente nei Piani integrati che la Regione Sardegna sta finanziando“. Conclude Erriu: “La mia presenza a questo convegno conferma il desiderio della Giunta regionale di stimolare forme di collaborazione e cooperazione con le altre Regioni e i Comuni nelle quali l’Associazione Città della terra cruda è attiva».

L’Associazione internazionale Città della terra cruda nasce a Samassi (attuale provincia del Sud Sardegna) nel 2001. Fondatori dell’Associazione sono per la Sardegna i Comuni di Samassi, Villamassargia, Serramanna, Ussana, Guasila, Vallermosa, San Sperate, Musei, Samatzai, Serrenti, Segariu, Nuraminis e Selargius, per le Marche Montegranaro e Treia, per l’Abruzzo Casalincontrada e Roccamontepiano. Attualmente aderiscono all’Associazione 40 Comuni in rappresentanza di Sardegna, Abruzzo, Marche, Piemonte e Basilicata, enti territoriali, un ente Parco, professionisti, associazioni e imprese. L’Associazione promuove il recupero delle tradizioni e del patrimonio edilizio, naturalistico, artistico e storico delle comunità, favorisce iniziative economiche che contribuiscano all’evoluzione di sistemi culturali e tipologie produttive in agricoltura. La Rete tra i Comuni della terra cruda è lo strumento attraverso il quale garantire la partecipazione delle comunità agli obiettivi condivisi, tramite sistemi informativi, osservatori, banche dati e attraverso collaborazione con Università, centri di ricerca ed esperti. Sono inoltre promossi recupero e riuso del patrimonio edilizio abbandonato, per limitare la cementificazione dei suoli agricoli in linea con il documento “Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo” della Commissione europea con cui ci si propone che entro il 2020 le politiche dell’UE tengano conto delle loro conseguenze nell’uso dei terreni.

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