Quartu Sant’Elena. Al via il corso per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati

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Quartu Sant’Elena. L’Assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu ha aperto, nelle sale dell’Hotel Setar di Quartu Sant’Elena, il corso di formazione per i primi cinquanta aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati organizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con il supporto dell’European Asylum Support Office. Ha detto l’assessore: «I tutori volontari di minori stranieri non accompagnati sono figure essenziali nel quadro dell’assistenza e del sostegno ai giovani migranti che vivono in Sardegna. E’ necessario infatti che i ragazzi siano costantemente seguiti da persone qualificate nel percorso di inclusione e integrazione».

Osserva Spanu: «Questo è un buon inizio. Cinquanta volontari, sono pronti a impegnarsi a favore degli adolescenti che, insieme alle donne, hanno bisogno di una tutela speciale nel sistema di accoglienza. La Regione sostiene direttamente progetti di inserimento dei minori non accompagnati nelle comunità che li ospitano e in particolare nel mondo dell’istruzione. Vogliamo avviare un confronto con l’Ufficio scolastico regionale per superare tutti gli ostacoli burocratici che spesso impediscono il loro ingresso nel contesto scolastico. Inoltre, stiamo intensificando gli sforzi per garantire a tutti i minori stranieri non accompagnati, che hanno raggiunto la Sardegna al termine di viaggi drammatici, nel deserto libico e poi nel Mediterraneo, di vivere in strutture a loro esclusivamente destinate».

Al termine del corso, che si conclude lunedì 13 novembre per un totale di ventisette ore di aula, gli aspiranti tutori saranno in grado di svolgere il loro ruolo nel pieno rispetto dei diritti del minore di cui garantiranno la tutela. Il bando è ancora aperto ed altri corsi saranno organizzati in altre pari della Sardegna. Il tutore volontario, previsto dalla legge approvata quest’anno dal Parlamento, è un cittadino che decide di fare da rappresentante legale del minore e di indirizzarlo nel percorso di crescita, educazione ed integrazione. La legge prevede che sia nominato un tutore che lo accompagni verso la maggiore età e che condivida con lui tempo libero ed esperienze, aiutandolo ad orientarsi sia negli adempimenti burocratici, sia nelle scelte di vita.

Al 31 settembre, in Sardegna sono 830 i minori stranieri non accompagnati, segnalati al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che vivono prevalentemente tra Cagliari (317) e Sassari (207). Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la maggior parte è costituita da maschi (96.4percento) tra i 14 ed i 17 anni (95percento). I Paesi più rappresentati sono Gambia (15,9percento), Guinea (12,4), Nigeria (10,4percento), Bangladesh (9,6) e Costa d’Avorio (9,3percento). L’assessore Spanu è poi intervenuto al convegno dedicato al tema “Sport e integrazione” nell’ambito del Turisport in corso di svolgimento alla Fiera di Cagliari. «Lo sport – ha dichiarato Spanu – è un potente strumento di inclusione dei migranti nel tessuto sociale. La Regione vuole rafforzare la collaborazione con il Coni e con la Figc per dare vita a nuove iniziative secondo il modello della manifestazione “Diamo un calcio all’intolleranza” ospitata nei mesi scorsi, con esiti molto positivi, nel centro federale Sa Rodia ad Oristano e nel centro sportivo del Cagliari calcio ad Assemini».

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