Teatro Massimo, Cyrano de Bergerac: in scena la versione “contaminata” di Arturo Cirillo

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Arturo Cirillo è l’ultimo in ordine cronologico. Sin dal 1897, quanto scritto da Rostand continua a vivere nei teatri di tutto il mondo e solo in Italia, si ricordano le interpretazioni di Gigi Proietti, Franco Branciaroli, Alessandro Preziosi e Anna Mazzamauro come unica interprete femminile.

Domenico Modugno, negli anni’70 in collaborazione con Riccardo Pazzaglia, fu il protagonista al Politeama di Napoli in una versione musical. E proprio ispirandosi a quell’evento, visto con gli occhi di dodicenne, che il regista e interprete campano fa vedere dal 31 marzo 2022 la sua versione “contaminata” nei teatri italiani e in scena sino a stasera al Teatro Massimo.

Cyrano non indossa una uniforme e nel suo frac, è più da cabaret che da duello. Col suo grande naso, è certo di non piacere a Rosanna (Irene Ciani), innamorata a sua volta del cadetto Cristiano de Neuvilette (Giacomo Vigentini). E’ a lui che lo spadaccino “presta” le sue parole per conquistare l’amata e con le frasi con rima sfida l’arrogante conte De Guiche (Francesco Petruzzelli. E poi, ci sono Raguenau (Rosario Giglio) e la governante (Giulia Trippetta) a rendere più condita l’intera piece.

Una commedia tragedia dove è forte il richiamo a Pinocchio, magari a quello di Carmelo Bene. Il naso di Cyrano si allunga alle bugie come quello del burattino, Rossana è come la Fata Turchina mentre Raguenau sembra il Grillo Parlante. La sceneggiatura vintage include balconi e trincee di cartapesta, la musica è quella offerta dagli stessi attori bravi a cantare brani originali cantati brani o rielaborati come quello in onore di Edith Piaf.

Alla fine il conte non avrà Rossana, Rossana non avrà Cristiano e soprattutto Cyrano non avrà Rossana solo perchè si considera brutto. Per tutti, al centro di tutto, fra battute e sussulti, resta sempre l’amore offerto e non ricambiato.

In tutto questo, la versione di Cirillo piace. Gli attori sono bravi e molto apprezzate sono le loro escursioni fra le poltroncine della platea. In ogni caso, sebbene nelle due ore di spettacolo sorridere è facile, ci si allontana verso l’uscita con un velo di tenerezza: Cyrano “un uomo che tutto è e niente è”.

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